Il Cav. ha reso vitale la politica italiana, qualche merito bisogna pur darglielo
Intavolare una seria ed obiettiva discussione su ciò che il berlusconismo è stato (ed è ancora) sarebbe possibile se in Italia ci fosse un’opposizione seria ed obiettiva. L’opposto del berlusconismo, oggi, non è nient’altro che un’accozzaglia di manettari, post-comunisti e post-democristiani uniti nel nome di un antiberlusconismo militante. di Matteo Matzuzzi - daw-blog.com
21 AGO 20

Intavolare una seria ed obiettiva discussione su ciò che il berlusconismo è stato (ed è ancora) sarebbe possibile se in Italia ci fosse un’opposizione seria ed obiettiva. L’opposto del berlusconismo, oggi, non è nient’altro che un’accozzaglia di manettari, post-comunisti e post-democristiani uniti nel nome di un antiberlusconismo militante. Uniti con l’obiettivo di “liberare l’Italia” dal satrapo che con il suo potere avrebbe ridotto il Paese ad un cumulo di macerie. La realtà, però, è ben diversa. In un’era politica così lunga e complessa come è stata quella che dal 1994 è giunta fino ad oggi, è naturale che si alternino momenti bui a momenti di splendore. Silvio Berlusconi ha rappresentato la più grande svolta nella statica politica italiana. Berlusconi è stato colui che scrisse “Forza alziamoci, il futuro è aperto, entriamoci”: parole che vanno al di là dello slogan fine a se stesso. Parole e frasi hanno provocato uno tsunami, che hanno cambiato il modo di fare e di intendere la politica. Ha costretto sempre i suoi avversari ad inseguirlo e a svecchiarsi. Certo, molto di quanto promesso non è stato fatto. Molti proclami sono rimasti sulla carta. La colpa, però, non è tutta sua. Il Cavaliere viene accusato di essere il padrone del suo partito, una sorta di Napoleone. Eppure, se tante mediazioni e retromarce sono state fatte, la causa è da ricercarsi proprio nella sua eccessiva disponibilità a concedere contentini ai vari alleati, ai vari esponenti di quella Corte dei miracoli che lo circonda. Individui che spesso, dopo aver ottenuto tutto e di più, non hanno esitato a voltargli le spalle. A forza di rappresentarlo come il nuovo Duce, la gioiosa macchina da guerra della sinistra ha di fatto indebolito Berlusconi. Oggi l’immagine che abbiamo davanti agli occhi è quella di un Silvio Berlusconi stanco e invecchiato. Eppure, quella stessa figura così ingessata è stata capace di rendere moderna e nuovamente vitale la politica che in quarant’anni aveva reso l’Italia un nulla a livello mondiale. Qualche merito è doveroso darglielo. Serenamente e pacatamente, come diceva qualcuno.
di Matteo Matzuzzi - daw-blog.com